Andrea Zelio Bortolotti | pittore, incisore, scrittore
 

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AQUAE Venezia 2015: il "Parco delle Sculture"

Posted by Administrator (admin) on Jun 23 2015
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Il "Parco delle Sculture" presso il Padiglione AQUAE Venezia 2015 con opere dell’artista Andrea Zelio BORTOLOTTI

 
L’Acqua: una protagonista universale.
E’ in scena a Marghera attraverso una grande mostra interattiva ed esperienziale riconosciuta e patrocinata, quale unico evento collaterale ufficiale, dall’Esposizione Universale di Milano 2015.
 
 
Inaugurata il 3 maggio e visitabile fino al 31 ottobre, il Padiglione “satellite” nella Laguna di Venezia “AQUAE VENEZIA 2015”, approfondisce ed esplora la relazione tra l’Uomo, l’Ambiente e l’Acqua, permettendo di conoscere in modo approfondito questa importante risorsa, coinvolgendo i visitatori in percorsi esperienziali, aree food&drink e raccontando, in sessioni speciali, di carattere culturale, sociale ed economico perché l’acqua incida così profondamente sulle nostre vite e sull’ambiente nel quale viviamo.
 
Grazie ai suoi 14.000 mq di spazio espositivo, in Aquae si intrecciano, dando vita  ad un percorso multimediale tipico di una mostra contemporanea, le emozioni, l’intrattenimento, la scienza e …. la cultura: codice di comunicazione universale. Per chi vi si recherà vi saranno sculture che attraverseranno la vista e parleranno come hanno parlato ai cuori di chi le ha ideate.
 
L'area esterna che le ospita, si presenta come un grande paesaggio lunare dove sei audaci arte-nauti sono scesi sulla terra, e vi rimarranno in orbita per 6 mesi, per portare un messaggio, prima di rientrare nel loro mondo, mondo al quale tutti noi vorremmo appartenere. Sei Artisti veneti, con una unica incursione francese, riunitisi in Gruppo, per l’occasione, con la denominazione “Ammantate Stelle”, hanno interpretato il tema: “Dieci Grandi Fiumi”. Simbolismo fornito, quale spunto creativo, dal curatore artistico Davide RAMPELLO, per rappresentare il tema dell’ACQUA.
 
Il Parco Sculture è costituito da 10 opere realizzate da Bertrand  BARACHIN, Andrea Zelio BORTOLOTTI, Gianfranco COCCIA, Giampietro CUDIN, Guido DRAGAN e Carla RIGATO.
In questa rosa di artisti trova riconoscimento l’arte cresciuta sulle rive del Piave, feconda e salda come il terreno che l’ha nutrita.
 
La prime due opere che accolgono il visitatore sono infatti di Andrea Zelio Bortolotti.
 
 
Dal titolo evocativo, la  “Madre dei Fiumi” – creatura d’acciaio zincato che si erge fino a 4 metri di altezza - appare in tutta la sua armonica figura di femminee sembianze, con il capo eretto e un urlo nel cuore, perché ha visto il dolore prima di vedere l’amore. Raccoglie l'acqua che cade dal cielo allungando le sue braccia, che sembrano non finire mai, per poi nutrire gli altri fiumi: poichè è madre. Dalle sue forme nasce una musica perché è emersa per donare l'unità e la pace. Ha vissuto un passato di guerra ma ora è pronta ad un balzo per portare al futuro ciò che custodisce silenziosa nel tempo. Madre per proteggere dalle rugiade dell'indifferenza. Madre di vento, di venti di coscienze, di nomi cullati in un letto limoso e non dimenticati. Il suo urlo racchiude il senso della vita.
Tornerà alle sue terre perché lì è nata.
 
La seconda scultura dell’artista Andrea Zelio, è dedicata al "Gange" – serpente d’acciaio verniciato che si adagia per più di 6 metri sul terreno - . Opera sinuosa che omaggia la sacralità e il messaggio di purificazione delle sue acque. Così la battezza l’autore: “Fiume fatto di anima di fiume, concepito in ventre ghiacciato chiamato: bocca della vacca. Portatore di doni siderali e per questo sacro. Custode di fecondazioni terrene intrattenute con matrimoni di Vie Lattee. Per questo leggero come nastro di bambino di cielo sorretto da Atlante. Adesso mandato al futuro solo attraverso la coscienza.”
 
Opere singole e opere collettive perché gli artisti hanno saputo ritrovarsi attorno ad un tema e farlo proprio. Hanno interpretato i Fiumi della Terra. Acqua che “corre” libera, in perenne viaggio, instancabile nel suo fluire. Acqua che attraversa confini, usanze, idiomi,  territori; acqua che divide se deve proteggere e unisce se deve arricchire, acqua che trasporta, nutre la terra e chi la abita, acqua che purifica se ci si avvicina con fede.
 
Acqua che ha vissuto leggende, narrazioni, miti.
 
Così di opera in opera. Infine, nel centro del "Parco delle Sculture" troviamo “Il Fiume Giallo” l'opera che accomuna tutti gli artisti, a rappresentare “l’Anima di immenso paese, viaggiatore instancabile di terre desertiche e steppose, di altopiani argillosi e valli di fango giallo”. Un filare di tre bricole - per ritrovare le radici - legate con corde sottoposte alle intemperie del tempo che volge lo sguardo all'infinito oriente. Una scritta: "Tu che stai nel giorno come prato e riposi dentro l'abbraccio di un salice silente. Tu che fai della notte una culla per stelle cadenti. Tu che ti fai oceano per i miei fiumi - Lei Tu".
 
 
Andrea Zelio, artista delle nostre terre, le sue opere ci rappresentano, ci danno voce, parlano anche di noi. Dietro il velo di un atteggiamento schivo e concreto si intuisce un animo sensibile di un artista che ha saputo scavare nella sua anima. Parla con semplicità, a tratti con freddezza, e sembra offrire storie lontane, irreali e neppure molto sue, tale è il distacco, a volte, dalle esperienze che narra. Ma le sue parole arrivano come un distillato di vita autentica che fa sentire, dietro all’apparente freddezza, il vibrare di una sensibilità densa, profonda. La sua indole attenta, a tratti tormentata, è la radice del fascino che le sue opere esercitano. Solitudine, paure e introspezione, ma anche sguardi affascinati dallo spazio, dal cosmo, dalla distanza di visioni che ricollocano . . . . “tutto”, stanno nel cuore dell’artista, che alza barriere difensive e austere ma che tramuta penne, pennelli e materiali in strumenti per liberarsene.
 
Sintetici, densi e forti, come le sue sculture, i suoi dipinti, le sue incisioni e i suoi acquarelli.
Poliedrico come i suoi pensieri, la sua produzione artistica è un coacervo di termini e significati che rappresentano l’uomo e l’artista in ricerca continua di armonia. E più la ricerca, la riflessione e l’unità profonda avanzano, più la sua espressione artistica si fa sintesi. Così il suo lavoro appare chiaramente non episodico, mai occasionale, ma frutto di una intuizione profonda: la creatività quale ricerca delle radici per superare tramite esse tutte le dicotomie della Vita.
 
A noi resta di scoprirlo.
 
Andrea Zelio BORTOLOTTI nasce nel Veneto orientale, a Musile di Piave, e da questi "luoghi-radice" trarrà ispirazione continua la sua espressione artistica. Paesaggi agresti che accolgono case fiabesche, stili asimmetrici frutto degli studi veneziani. La cifra stilistica della sua espressione sembra rivolgersi prevalentemente ad un pubblico infantile ma cattura e affascina fruitori adulti e maturi che non rinunciano al sogno. Individuato spesso quale Pittore Narrativo poiché l'arte, in Lui, prende forma sotto varie dimensioni attraversando la pittura, l'arte dell'incisione, la narrazione ma anche l'ideazione di installazioni o misurate scenografie artistiche.
Di recente, vincitore del Premio Giuseppe Morselli, edizione 2015, per la narrativa con l’opera “Le parole e il Vento”.
 
Ottavia ABBRACCIAVENTO 

Last changed: Jun 23 2015 at 3:22 PM

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